Smetti di metterti le dita nel naso: appena scoperto rischio tremendo e gravissima patologia

Oltre a essere un’abitudine disgustosa e indice di cattiva educazione, mettersi le dita del naso può anche costarci caro in termini di salute. Ecco perché.  

Ammettiamolo: da bambini lo abbiamo fatto tutti, e spesso anche da adulti. Mettersi le dita nel naso è un viziaccio duro a morire. Ma, bon ton a parte, una ricerca australiana spiega che scaccolarsi può essere molto pericoloso per la nostra salute.

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Le dita nel naso possono danneggiare l’interno delle narici, per cui i batteri riescono a farsi strada facilmente. (Liquida.it)

I ricercatori della Griffith University hanno voluto far luce sulle conseguenze della Chlamydia pneumoniae quando raggiunge il nervo che collega il naso al cervello. Il gruppo di lavoro ha scoperto che entro 72 ore si possono rintracciare batteri nel cervello. Ma il peggio viene dopo…

In estrema sintesi, infilarsi le dita nel naso fa aumentare il rischio di demenza. Secondo i risultati dello studio australiano, pubblicati sulla rivista Scientific Reports, le dita nel naso possono danneggiare l’interno delle narici, per cui i batteri possono facilmente penetrare nel sangue e arrivare direttamente al cervello. E nel giro di un mese si possono sviluppare grumi di placca proteica legata all’Alzheimer.

Il pericoli legati al vizio delle dita nel naso

Il prof. James St. John della Griffith University in Australia, primo autore dello studio, rivendica che finora nessun altro aveva “dimostrato che la Chlamydia pneumoniae può andare direttamente nel naso e nel cervello dove può scatenare patologie che assomigliano al morbo di Alzheimer”.

La Chlamydia pneumoniae, per la cronaca, è un batterio comune che causa polmonite, mal di gola, infezioni dell’orecchio, sinusite e altri problemi alle vie respiratorie, e si diffonde attraverso le goccioline respiratorie migrando da una persona all’altra attraverso l’aria.

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Il naso ha una serie di “protezioni” anti-batteriche, ma quando lo stuzzichiamo vengono almeno in parte rimosse. (Liquida.it)

I ricercatori della Griffith University hanno condotto una serie di esperimenti sui roditori, esponendoli a Chlamydia pneumoniae attraverso il loro canale olfattivo, che è strutturato in modo simile a quello degli esseri umani (ed è la via più rapida perché un agente patogeno riesca a introdursi nel sistema nervoso centrale).

Certo, il corpo umano ha una serie di “protezioni” anti-batteriche, come le ciglia e il muco nel naso, ma quando una persona si stuzzica il naso le difese naturali vengono almeno in parte rimosse. Inoltre, è facile che si danneggi il rivestimento del naso, così che un maggior numero di batteri che può raggiungere il cervello. Pensiamoci, la prossima volta che ci viene la tentazione di farlo…

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