Pensione a 52 anni: il sogno diventa realtà, ecco come funziona e cosa chiede l’INPS per concederla

Finalmente è possibile andare in pensione ad appena 52 anni. Vediamo insieme come fare e quali sono i requisiti richiesti.

Attendere fino a 67 anni per poter andare in pensione, come stabilito dalla legge Fornero, non piace a nessuno. Ma ci sono diverse possibilità che consentono di ritirarsi dal lavoro a soli 52 anni. In questo articolo vi spieghiamo cosa bisogna fare.

Come andare in pensione a 52 anni
C’è un modo per andare in pensione a 52 anni – Liquida.it

L’Europa sostiene la legge Fornero è fondamentale per garantire la stabilità economica dell’Italia. Tuttavia a gran parte degli italiani l’idea di dover aspettare fino al compimento dei 67 anni per poter smettere di lavorare, non piace affatto.

La legge Fornero consente di andare in pensione prima di aver compiuto 67 anni ma solo se un lavoratore ha raggiunto almeno 42 anni e 10 mesi di contributi o 41 anni e 10 mesi se si tratta di lavoratrici donne. Va da sé che questa opzione si rivolge unicamente a chi ha iniziato a lavorare in regola molto giovane e, pertanto, la maggior parte dei lavoratori restano esclusi da questa misura di pensione anticipata.

Ma c’è una strada che – in presenza di requisiti specifici- permette di andare in pensione ad appena 52 anni.

Ecco come andare in pensione a 52 anni

In Italia sono attualmente in vigore diverse misure di prepensionamento come Opzione donna, Ape sociale, Quota 103. Tuttavia l’età pensionabile resta comunque abbastanza alta: 60-62 anni e con almeno 30-35 anni di contributi. Eppure c’è un modo per smettere di lavorare a 52 anni.

Pensione a 52 anni, requisiti
Requisiti per andare in pensione a 52 anni – Liquida.it

Va da sé che aver maturato 41 anni di contributi a soli 52 anni è impossibile: sarebbe necessario aver iniziato a lavorare regolarmente a soli 11 anni che in Italia è illegale. Per iniziare a lavorare in regola un soggetto deve aver compiuto almeno 16 anni.

Se una persona ha cominciato a lavorare a soli 16 anni, arrivata a 52 ne avrà maturato 36 di contributi. A questo punto, per andare in pensione le mancherebbero solo 5 anni contributivi che potrà colmare versando i contributi volontari: cioè pagandoli di tasca propria.

Nel caso in cui, però, non fosse possibile per varie ragioni, c’è un’altra strada che conduce alla pensione anticipata a 52 anni: si tratta della pensione di vecchiaia per i lavoratori invalidi. Con un’invalidità pari o superiore all’80% un dipendente può andare in pensione a 61 anni se è uomo o a 56 anni se è donna.

Ma se l’invalidità riguarda la vista allora l’età pensionabile scende a 56 anni per gli uomini e 51 anni per le donne. Ma siccome il primo assegno previdenziale verrà versato dopo un anno, bisogna continuare a lavorare fino a 52 anni. Non solo: se si rientra in una delle deroghe Amato – e dunque nel sistema di calcolo contributivo puro- basteranno solo 15 anni di contributi. Questa strada è, però, percorribile solo dai dipendenti del settore privato.

 

 

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