Brutte notizie per i fumatori! L’aumento dei prezzi delle sigarette è ormai certo. Ma a quanto ammonta ora il costo?
Va fatta una premessa, fumare le sigarette fa malissimo. Ma, chi non riesce a farne a meno sa bene quanto una sigaretta ogni tanto, possa tranquillizzare ed apportare un senso di relax. Si, si dovrebbe evitare ed i fumatori ne sono consapevoli, i rischi legati al fumo sono ormai noti, ma purtroppo pur conoscendo le conseguenze nefaste, in tantissimi continuano a fumare.
Proprio per loro, non sono tempi facili. E’ stato infatti sancito un aumento dei prezzi delle sigarette.
Cerchiamo di comprenderne qualcosa in più.
A partire dal 15 febbraio 2023 infatti un pacchetto costerà 20 centesimi in più. La notizia era stata preannunciata nei mesi scorsi, e con la Legge di Bilancio è entrata in vigore la norma che ha previsto il rincaro. Ma, le brutte notizie per i fumatori non sono finite qui, purtroppo sono previsti aumenti sino al 2025.
Come accennato con l’entrata in vigore della Legge di Bilancio è stato sancito l’aumento dei prezzi delle sigarette ma non solo, anche quelli dei sigari, del tabacco da fiuto, da mastico, da pipa e da inalazione. Come preannunciato un pacchetto di sigarette costerà 20 centesimi in più rispetto al passato, ma non è finita qui. Infatti il rincaro proseguirà tra i 10 e 15 nei prossimi tre anni. Ma perchè?
Il motivo dell’aumento dei prezzi è da ricercarsi nel fatto che, dopo circa due anni di stop di tassazione, il Governo ha deciso di aumentare l’accisa sul fumo. Sul sito della Federazione italiana tabaccai si legge: “Si comunica che i prodotti riportati nel listino, già pubblicato sul sito internet dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (www.adm.gov.it), subiranno una modifica tariffaria che entrerà in vigore dal 15 febbraio 2023”.
Anche se l’aumento non è particolarmente alto, gli italiani non l’hanno presa affatto bene. Nell’ultimo periodo, a causa dell’inflazione c’è stato un veloce rincaro di tantissimi prodotti. Per questo i cittadini stanno cercando di risparmiare, tagliando quelle che vengono definite come “spese accessorie”, non di prima necessità.
Specie le famiglie con figli piccoli a carico devono affrontare tante difficoltà e molte di esse non riescono ad arrivare a fine mese. Anche le sigarette sembrano essere diventate “un bene di lusso” per molti italiani che, non condiviso la scelta di tassare le sigarette.
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