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L’intelligenza artificiale può ucciderci: “l’allarme è reale” | Quello che nessuno vi dice

La nascita di ChatGPT ci ha fatto definitivamente entrare nell’era dell’intelligenza artificiale, inaugurando un’epoca di grandi opportunità ma anche di grandi rischi.

Lo ha mostrato l’allarme lanciato di recente proprio da uno dei padri dell’intelligenza artificiale: Geoffrey Hinton, che ha abbandonato Google sottolineando i pericoli dell’AI. Nel frattempo due giganti tech come Ibm e Walmart hanno già detto che le nuove macchine intelligenti svolgeranno parte delle attività degli uffici.

pericoli dell'intelligenza artificiale
Intelligenza artificiale: rischio o opportunità? Liquida.it

Che lo scenario che ci attende sia quello che riunisce in sé, al tempo stesso, pericoli e opportunità è anche la convinzione di Federico Cabitza, ingegnere informatico specialista dell’interazione uomo-macchina e docente alla Bicocca di Milano. Cabitza, che ha sottoscritto la lettera aperta di Elon Musk contro l’intelligenza artificiale, ha confidato a Quotidiano.net il suo pensiero a questo proposito.

Con l’avvento, lo scorso 30 novembre, di ChatGPT c’è stato qualcosa di più di un salto di qualità, spiega l’esperto. Si è innescata infatti una vera e propria rivoluzione che ha visto una macchina in grado di conversare con l’essere umano tramite il linguaggio scritto, fornendogli molte più informazioni rispetto a un tradizionale motore di ricerca come Google.

Intelligenza artificiale: opportunità e rischi

pericoli AI
Liquda.it

Questa rivoluzione non manca di offrire straordinarie opportunità. Ma non mancano nemmeno pericoli o insidie. Ad esempio nel campo della manipolazione e della persuasione, come aveva già avvertito Geoffrey Hinton. Cabitza fa notare che «questi sistemi sono in grado di creare contenuti assolutamente credibili e verosimili, ma che possono essere totalmente falsi». Pensiamo solo ai «deepfake», come ad esempio le foto di papa Francesco vestito da rapper, immagini false ma impressionanti per il loro realismo.

Insomma, la capacità dell’intelligenza artificiale di produrre falsità pressoché indistinguibili dalla verità rischia di fornire un formidabile strumento a operatori che si servono di questi sistemi e che in alcuni casi «potrebbero avere intenzioni maliziose e orientate alla criminalità». Da qui la necessità di un approccio «critico e riflessivo».

Intelligenza artificiale, quali pericoli per pensiero, democrazia, ambiente e lavoro

Ma anche la pubblicità e il marketing, già presenti in forze sul web, si potenzieranno certamente grazie all’intelligenza artificiale: in particolare attraverso la capacità di profilare i dati degli utenti per mettere a punto strategie pubblicitarie e di vendita sempre più mirate e efficaci. Ma anche capaci di condizionare le nostre opinioni.

Un’altra criticità, prosegue l’esperto, consiste nella possibilità, da parte delle poche aziende che possono permettersi di sostenere gli alti costi richiesti dall’AI, di «ribaltare i rapporti di forza tra corporation e istituzioni pubbliche e sociali, come accadde già con l’avvento dei motori di ricerca e i social media». Concentrando così il potere nelle mani di pochi.

Anche sul piano della sostenibilità ambientale ci sono dubbi, visto che una domanda fatta a ChatGPT consuma 9 volte di più rispetto a una domanda posta a Google (anche se in futuro l’AI è destinata a consumare di meno). Grandi trasformazioni sono attese anche sul fronte del lavoro, dove alcune professioni (come quella del giornalista, incalzata dalla scrittura automatica), saranno costrette a reinventarsi.

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