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Lassativi, l’uso prolungato può essere pericolosissimo: provoca patologie gravi

Pubblicato da
Samanta Airoldi

Attenzione all’uso prolungato di lassativi perché un utilizzo prolungato può avere conseguenze devastanti sulla nostra salute.

Spesso sottovalutati in quanto venduti anche senza ricetta medica, in realtà i lassativi, se usati spesso e per lunghi periodi, possono avere conseguenze molto gravi sul corpo e sul cervello.

L’uso prolungato di lassativi ha effetti nocivi anche sul cervello/ Liquida

Un recente studio svolto nel Regno  Unito e pubblicato sulla rivista Neurology ha dimostrato che l’uso prolungato di lassativi modifica il microbiota – la flora batterica- dell’intestino. Utilizzati per svuotare il colon, in realtà è emerso che i lassativi aumentano la produzione di tossine intestinali le quali possono avere conseguenze nocive per il nostro cervello. In particolare i risultati della ricerca hanno messo in evidenza che l’uso abituale dei lassativi aumenta il rischio di demenza del 50%.

In commercio esistono, però, diversi tipi di lassativi. Sono tutti ugualmente dannosi? Ad incidere negativamente sul cervello sono, in particolare, i lassativi che agiscono per osmosi, cioè assorbendo l’acqua dell’intestino per aumentare il volume delle feci e facilitare così la loro espulsione. Questo non significa che la causa della demenza siano i lassativi né che i lassativi causino necessariamente la demenza. Tuttavia è risultato evidente agli scienziati coinvolti nello studio che l’uso prolungato di queste sostanze possa modificare il microbioma dell’intestino con possibili ripercussioni sulle segnalazioni nervose  che l’intestino invia al cervello. È stato inoltre evidenziato un aumento della produzione di tossine intestinali che possono influire sulle capacità cognitive del cervello.

Lassativi e demenza

Lo studio britannico ha coinvolto 502.229 persone con un’età media di 57 anni. Di questo gruppo il 3,6%, ha riferito di utilizzare regolarmente lassativi da banco. Essi sono risultati più a rischio demenza rispetto agli altri partecipanti.

L’uso dei lassativi aumenta il rischio di demenza/ Liquida

Nel giro di 10 anni, 218 delle persone che facevano uso regolare di lassativi, ovvero l’1,3%, hanno sviluppato la demenza contro lo 0,4% di chi non ne faceva uso. Numeri alla mano, ciò significa che le persone che facevano uso regolare di lassativi avevano un rischio di demenza maggiore del 51% rispetto a quelle che non ne facevano uso regolare. Ma non è tutto, anche altri fattori sono risultati determinanti nel maggior rischio di ammalarsi di demenza. Infatti dalla ricerca è emerso che il rischio di demenza aumentava anche con il numero di diversi lassativi utilizzati. Per le persone che utilizzavano un solo tipo di lassativo, il rischio aumentava del 28%, mentre aumentava del 90% per le persone che assumevano due o più tipi di lassativi.

Come anticipato i lassativi più dannosi sono risultati essere quelli osmotici perché influiscono maggiormente sulla flora batterica intestinale che, a sua volta, influisce sulla salute del cervello. Del resto l’intestino è un secondo cervello: se esso non funziona correttamente tutto l’organismo ne risente. Affinché l’intestino funzioni come dovrebbe è fondamentale bere molta acqua e seguire un’alimentazione corretta, ricca di frutta, verdura e fibre. Inoltre fondamentale è l’attività fisica regolare. Qualora si accusano disturbi è sempre opportuno evitare il fai da te ma è meglio rivolgersi al proprio medico.

Samanta Airoldi

Sono Samanta, sono nata a Genova ma vivo a Milano da molti anni. Ho conseguito Laurea specialistica e Dottorato in Filosofia Politica e svolgo il lavoro di redattrice dal 2015. Ho pubblicato alcuni libri di Filosofia Politica in chiave "pop" e, nel corso di questi anni, ho lavorato per diversi blog. Mi sono sempre occupata, principalmente, di Politica ed Economia ma, talvolta, anche di lifestyle, benessere e alimentazione vegana essendo io stessa vegana. Le mie passioni principali sono proprio la Politica e l'Economia ma mi interessa anche il settore del benessere.

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