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: quello di Nabruka Mimuni che si impiccò in bagno pur di non essere rimpatriata nella Tunisia del dittatore Ben Alì. In Italia ha lasciato il marito e un figlio.continua
tutti nella stessa struttura. Nabruka era tunisina, viveva in Italia da decenni, aveva un marito e un figlio. Dicono che fosse in fila di fronte agli uffici per rinnovare il permesso di soggiorno quando è stata presa e deportata nel Cie. Si è impiccata il giorno...continua
Mimuni, suicida nel maggio 2009 nel Cie di Ponte Galeria. In realtà cercando con Google risultano 395 risultati per “Mabruka Mimuni”, e 4570 per “Nabruka Mimuni”. L’iniziale dovrebbe essere la N, ma...continua
importa, le carte sono solo carte”). Nei giorni scorsi è uscito un rapporto sul Cie di Ponte Galeria stilato dai Medici per i Diritti Umani. Era dedicato a “tutte le donne e gli uomini che hanno vissuto e vivono l’esperienza delle reclusione nei Cie”, e in particolare a...continua
politico o religioso o se lo diventerai una volta respinto. Intanto, gli “irregolari” chiusi nei Cie penseranno a quel che li aspetta là dove saranno rimandati. Conosciamo i loro pensieri: saranno come quelli di Nabruka Mimuni, l´immigrata...continua
ributtati nell´inferno senza che nessuno ti chieda se sei un perseguitato politico o religioso o se lo diventerai una volta respinto. Intanto, gli “irregolari” chiusi nei Cie penseranno a quel che li aspetta là dove saranno rimandati. Conosciamo i loro pensieri: saranno come...continua
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espulsione dovrebbe essere un caso eccezionale. Il 7 maggio del 2009 Nabruka Mimuni, tunisina, si impiccava nel bagno del centro. Il giorno successivo sarebbe stata rimpatriata. Era una mamma di 44 anni, con marito e un figlio in Italia. Aveva passato...continua