Due vie sembrano oggi aprirsi al cinematografo e nessuna delle due è certamente la buona. Il cinematografo puro e assoluto da una parte e dall’altra quella specie di arte venale ed ibrida che s’ostina a tradurre in immagini più o … Leggi l'articolo completo →continua
Qui si trova la scena finale di “Monkey Business”, che Artaud aveva trasformato, in appendice a “Il teatro e il suo doppio”, in un evento surrealista. I Marx, nel fienile, cercano la ragazza rapita dai gangster che, nel delirio di Artaud,...continua
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Antonin Artaud, grande commediografo, attore teatrale, scrittore e regista, ha scritto questo pezzo per tutti i direttori dei manicomi dell’ epoca. Un grande pezzo trattato alla sua maniera, come del resto era tipico fare, nato nel 1886 in Francia morì nel 1946....continua
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Gilberto Isella Artaud: la follia della carne e il vuoto Avvistare i confini dell’Altrove con la consapevolezza di rimanere eternamente confinati sulla sua soglia, non potendo far altro che additarla, interrogarla all’infinito e tentare di dare un senso alle...continua
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La cultura è mezzo raffinato per comprendere ed esercitare la vita. Artaud Un anno fa circa, mi interrogavo qui su che cosa fosse per me la cultura. Grazia, del blog ToWriteDown, sta raccogliendo una sorta di manifesto . Vale la pena andare a darci un'occhiata,...continua
"Antonin Artaud:variazioni italiane" E' questo il nome scelto per la rassegna su Artaud che sta avendo luogo in questi giorni a Roma:essa infatti si focalizza soprattutto sulla ricezione e sulla percezione che l'Italia, sempre molto attenta a...continua
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’ambizione di sottrarre il disincanto vitale dalla sua improduttività “tetica”. La congiunzione “e” surclassa perciò la banalità di ogni nesso causale (Mallarmé non dice «la carne è triste perché»), potendo connotare profeticamente sia una straziante fusione – come...continua
Gilberto Isella Michaux: il rallentare Né l’immobilità parmenidea, né lo scorrere eracliteo. La cosa poetica può essere altro. Vi si può annunciare quello stato di contrazione, di ri-tenuta del moto, che è il rallentamento. Una momentanea entropia, una sorta di ambigua...continua
volumi i Cahiers d’Ivry di Antonin Artaud , ciò che rimaneva ancora da pubblicare della sua opera. Atto finale, comunque sia, già aperto al paradosso di non poter finire. Un’opera fatta soprattutto, come si sa, di lacerti, frammenti, progetti aperti, bestemmie...continua
Cominciamo dalla fine. È la mattina del 4 maggio 1948 e Antonin Artaud viene trovato morto ai piedi del letto nel suo alloggio a Ivry, alle porte di Parigi. Ad ucciderlo, probabilmente, è stata un'embolia dovuta a dosi massicce di cloralio. Spostiamoci oltre...continua
Alessandro Zaccuri per “ Avvenire “ Bisogna partire dalla fine, nonostante tutto. Dalla furia, dalle invettive, dall’ossessione iconoclasta e addirittura blasfema che caratterizza gli ultimi anni della vita di Antonin Artaud. Attore, poeta, aspirante mago, teorico...continua
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capitalismo industriale ma semmai l’etnografia, l’antropologia, la ricerca dell’Altro mossa a dimostrare che qualche alternativa è possibile. È in questa chiave che è possibile leggere la scrittura della droga che troviamo nell’opera di Antonin Artaud, il...continua
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ricevuto fortissime emozioni. "Un 'anarchia, senza ordine né legge, le leggi e i comandamenti non esistono senza il disordine della realtà, il tempo è la sola legge. Continuerò a disarticolare ogni cosa, nella vita degli universi, perché il tempo sono io." Antonin...continua
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Marco Ercolani Antonin Artaud La scrittura “interminabile” dell’ultimo Artaud è, nel secondo Novecento, un punto di frattura nel concetto stesso di “opera” letteraria. Frammentaria, lacerata da neologismi, allitterazioni, imprecazioni,...continua
Lo spunto per descrivere grandi giochi di potere, in maniera estremamente semplificata, non semplice, ed estremamente incisiva nel pubblico. Viene in mente di descrivere i grandi del nostro tempo, ambientandoli in un teatro di burattini, senza nemmeno farsi la domanda:” ma chi li...continua